Italia sotto smog: tredici città oltre i limiti nel 2025
Palermo, Milano e Napoli guidano la classifica dei capoluoghi con più sforamenti di polveri sottili.
Migliorano i dati rispetto al 2024, ma l’Italia resta lontana dagli standard europei sulla qualità dell’aria previsti per il 2030
L’aria è ferma, pesante. Nelle mattine d’inverno il cielo sopra molte città italiane appare lattiginoso, quasi immobile. È in quei giorni che lo smog diventa visibile: una cappa sottile che si deposita sui tetti, sulle strade trafficate, nei polmoni di milioni di persone.
Nel 2025 tredici capoluoghi italiani hanno superato i limiti annuali di polveri sottili previsti dalla normativa europea. Il numero è più basso rispetto ai venticinque registrati nel 2024, ma non cambia la sostanza: l’inquinamento atmosferico resta una delle emergenze ambientali più persistenti del Paese.
I dati raccontano una geografia dello smog che attraversa l’Italia intera: dal Nord industriale alle grandi città del Sud, passando per quella fascia densamente urbanizzata che è la Pianura Padana, dove condizioni climatiche e traffico intenso trasformano l’aria stagnante in un problema quotidiano.
Le città più inquinate
Secondo il rapporto “Mal’Aria di città 2026” di Legambiente, basato sui dati del 2025, la città con il maggior numero di sforamenti di PM10 è Palermo, con circa 89 giorni oltre il limite consentito.
Subito dopo si collocano Milano, Napoli e Ragusa, mentre diversi capoluoghi del Nord continuano a registrare livelli elevati di particolato. L’elenco delle città oltre i limiti comprende anche Frosinone, Lodi, Monza, Cremona, Verona, Modena, Torino, Rovigo e Venezia. Un quadro che conferma quanto il problema sia strutturale e legato alla mobilità urbana, al riscaldamento domestico e alle emissioni industriali.
Mini tabella – Le città più inquinate (dati 2025)
| Città | Giorni oltre limite PM10 |
| Palermo | 89 |
| Milano | 66 |
| Napoli | 64 |
| Ragusa | 61 |
| Frosinone | oltre 40 |
| Torino | oltre 35 |
(limite UE: massimo 35 giorni all’anno oltre 50 µg/m³)
Le cause dello smog urbano
Le principali responsabili dell’inquinamento atmosferico sono le polveri sottili PM10 e PM2.5 e il biossido di azoto (NO₂), prodotti soprattutto dalla combustione di carburanti nei motori, dagli impianti di riscaldamento e da alcune attività industriali.
L’Italia rimane tra i Paesi europei con il più alto numero di automobili per abitante. Nei mesi freddi, quando l’aria si muove poco e gli impianti di riscaldamento funzionano a pieno regime, le concentrazioni di particolato aumentano rapidamente.
A peggiorare la situazione interviene la geografia: nella Pianura Padana le correnti d’aria sono deboli e gli inquinanti restano intrappolati vicino al suolo per giorni.
I rischi per la salute
L’inquinamento atmosferico è oggi uno dei principali fattori di rischio ambientale per la salute pubblica. L’esposizione prolungata alle polveri sottili è associata a malattie respiratorie, patologie cardiovascolari e mortalità prematura.
Secondo le stime dell’European Environment Agency, l’inquinamento dell’aria causa ogni anno decine di migliaia di morti premature in Italia. Bambini, anziani e persone con patologie croniche sono le categorie più vulnerabili.
Cosa sono PM10 e PM2.5
PM10 e PM2.5 sono particelle microscopiche sospese nell’aria, generate soprattutto da traffico, combustioni e attività industriali.
PM10: particelle con diametro inferiore a 10 micrometri. Possono penetrare nelle vie respiratorie.
PM2.5: particelle ancora più piccole, capaci di raggiungere gli alveoli polmonari e il sistema circolatorio.
Proprio per la loro dimensione ridotta, queste polveri sono considerate tra gli inquinanti più pericolosi per la salute umana.
La sfida del 2030
Il lieve miglioramento registrato nel 2025 non basta a rassicurare gli esperti. Le nuove direttive europee sulla qualità dell’aria, che entreranno in vigore entro il 2030, prevedono limiti molto più severi per PM10 e PM2.5.
Se fossero applicati oggi, gran parte delle città italiane non li rispetterebbe. Ridurre davvero lo smog richiederà interventi strutturali: mobilità sostenibile, potenziamento del trasporto pubblico, riqualificazione energetica degli edifici e riduzione delle emissioni industriali. Perché respirare aria pulita, in fondo, non dovrebbe essere un privilegio. Ma la normalità di ogni città.
16 marzo 2026 – © Riproduzione riservata